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Il tema del comfort delle case e degli infissi è sempre di più al centro del dibattito del progetto e del prodotto.

Recentemente il mondo del design e dell’architettura ha perso due grandi protagonisti: Italo Rota e Gaetano Pesce. Le loro opere e i loro contributi alla cultura e all’innovazione rimarranno segni indelebili per le generazioni a venire. Ci hanno lasciato, ognuno con il suo segno caratteristico, delle grandi opere capaci di segnare un prima e un dopo nella storia del design e della cultura.

Gaetano Pesce: il comfort del design

La sua scomparsa è avvenuta a pochi giorni dal Salone del mobile di Milano 2024 che l’avrebbe visto come sempre protagonista indiscusso del design Made in Italy. “Nel corso di sei decenni Gaetano ha rivoluzionato il mondo dell’arte, del design, dell’architettura e degli spazi liminali tra queste categorie. La sua originalità e il suo coraggio non hanno eguali”. La poltrona UP5 da lui disegnata nel 1969 rappresenta una delle più note espressioni del Radical Design e si trova anche nella collezione permanente del MOMA di New York.

Italo Rota e il suo modo di immaginare il domani sostenibile

In un recente articolo apparso sul Corriere della Sera cultura, Italo Rota affermava la Milano del futuro secondo il suo modo di immaginare il domani. La vedeva con «Nuove fabbriche digitali e case su misura. I droni ci consegneranno il cibo». E ancora: «Oggi dobbiamo confrontarci con le intelligenze artificiali, naturali e umana. L’architettura sarà il luogo di incontro di queste tre. Lo spazio è estensione della mente». Il suo è un importante contributo per capire come si potrebbe immaginare la città del futuro e in generale la vita all’interno di queste città, sempre di più pensata per stare bene. Il concetto di comfort è sempre presente nei progetti di Italo Rota; un’idea di comfort data dalla mediazione di tante componenti dalle più tradizionali alle più avveniristiche che, grazie al suo tocco geniale, vengono mixate ad arte.

Italo Rota, progettista tra l’altro del Museo del Novecento di Milano, con Carlo Ratti stava lavorando alla prossima Biennale di architettura. Il suo libro «Solo diventare Natura ci salverà» (Scheiwiller libri) presenta i progetti degli ultimi anni e racconta i principi sempre presenti all’interno dei suoi lavoro, come la dicotomia natura-artificio, l’attenzione all’ambiente, la riflessione sull’abitare, la sostenibilità. Quest’ultima è certamente uno dei temi cardine più attuali.

Infissi e comfort abitativo

Quando pensiamo al comfort e alla sostenibilità non possiamo non fare riferimento agli infissi. Da un lato puntano al risparmio energetico – per la capacità di isolare dal freddo e dal caldo – e dall’altro ci proteggono dai rumori esterni, rendendo la casa confortevole, soprattutto di notte. Performanti, tecnologici, innovativi: queste sono le parole chiave nel mondo dei serramenti di ultima generazione.

Oggi si parla sempre di più di materiali sostenibili e di case green. Anche nel mondo degli infissi troviamo spesso la dicitura infissi green. I principali materiali green sono legno e alluminio. Il legno ha una bassa impronta di carbonio nella sua produzione e consuma meno risorse, ad esempio acqua. L’alluminio come il legno è altamente riciclabile e consente di realizzare prodotti che durano a lungo nel tempo.

La durabilità è uno dei valori che ha portato produttori e designer a considerare la durata nel tempo come uno dei fattori determinanti nel concetto di qualità sostenibile.

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