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Esperienze ibride: i serramenti nel metaverso

Sia in ambito domestico che nel mondo dell’Hospitality si parla sempre di più di Phygital; il termine che deriva dalla fusione delle parole fisico e digitale. Ma il Phygital non è altro che l’integrazione tra il mondo fisico e quello digitale. Entrano anche i serramenti nel metaverso.

I progetti dei nuovi spazi puntano infatti al mix tra le due esperienze, reale e virtuale. Lo scopo è creare percorsi esperienziali in sintonia con le nuove esigenze di un mondo in continua trasformazione.

Tra reale e virtuale

In un’epoca in cui il mondo digitale è così onnipresente, è importante non perdere di vista la rilevanza e la presenza che la fisicità può fornire.

Il mondo contemporaneo che ci piaccia o no, è in bilico tra il reale e il virtuale; tra il vivere l’esperienza concreta nello spazio reale e il vivere l’esperienza in un mondo e in uno spazio virtuale. La critica che spesso viene fatta a questo tipo di esperienza è che manca di quei valori sensoriali, tattili e olfattivi, che la rendono a detta di molti, fredda e sterile. Le aziende che utilizzano questa tecnologia, consapevoli di questo limite, sono alla ricerca di nuove forme di interazione tra utente e tecnologia digitale.

Grazie a questa continua ricerca operata da aziende hi tech e da brand a caccia di nuove possibilità di interazione con i propri utenti, molte cose stanno cambiando.

La tecnologia in questi anni ha fatto passi da gigante; le ricerche in questo campo stanno cercando di colmare anche quei “vuoti sensoriali” che la tecnologia digitale ha rispetto all’esperienza diretta, come ad esempio il tatto o l’olfatto. Oggi è possibile avere sensazioni tattili e per «toccare» i contenuti digitali con maggiore realismo esiste un guanto che restituisce queste sensazioni.

L’Osservatorio permanente del Design ADI ha inserito nella pubblicazione dell’ADI Design Index 2022 il TouchDIVER un guanto (della startup innovativa milanese WEART) che digitalizza il senso del tatto offrendo l’esperienza tattile più realistica perchè combina la migliore tecnologia di robotica avanzata e collaborativa e un design innovativo. Oggi con questo tipo di dispositivo è possibile toccare ciò che si vede nel famigerato Metaverso; un universo che, fino a poco tempo fa, poteva essere percepito e fruito solo tramite l’udito e la vista.

Un cliente indeciso può attraverso l’esperienza virtuale, ad esempio, fare delle simulazioni e valutare le proprie scelte senza aver paura di sbagliare, perché basta un click e può facilmente cancellare o modificare le proprie scelte senza il timore di commettere errori che possono essere anche molto onerosi economicamente.

Il settore del Real Estate percependone l’enorme potenzialità commerciale, ha oramai sdoganato questo tipo di percorso esperienziale a doppio registro.

Negli spazi dedicati all’Hospitality, nel settore ufficio o nel retail questo Mix tra reale virtuale sta prendendo sempre più piede. E si sta allargando anche in settori che fino a qualche anno fa sembrano apparentemente distanti da questo tipo di approccio. Anche il settore della formazione, dell’arte e del turismo hanno aperto a questo tipo di proposta mix tra virtuale e reale.

Come entrano i serramenti nel metaverso? Ad esempio, recentemente a Milano si è inaugurato uno showroom di porte e serramenti multimarca che propone esperienze di acquisto sia reali che virtuali. Così come si è già visto fare dai brand del settore moda e abbigliamento, anche altri settori stanno cercando di offrire ai propri clienti esperienze virtuali che vanno a completare ed incrementare le informazioni e le potenzialità dei prodotti che vengono proposti attraverso app e percorsi virtuali.

Conquistare clienti fedeli e soddisfatti è il desiderio di qualsiasi azienda, indipendentemente dalle dimensioni o dal settore. Per raggiungere questo obiettivo è utile pensare a tutto ciò che può andare storto nella customer experience e implementare soluzioni che evitino problemi ricorrenti.

Da recenti ricerche di mercato, risulta comunque che l’esperienza virtuale che il pubblico preferisce è quella in cui si percorre uno spazio come se stesse vivendo l’esperienza reale; ad esempio l’esperienza di acquisto in un negozio di moda virtuale è apprezzata se ricalca quella che faremmo se fossimo realmente in quello spazio. Siamo ancora legati a questo tipo di modello di acquisto, ma a mio parere nei prossimi anni vedremo il mutare dei nuovi comportamenti in base alle nuove tecnologie digitali.

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